Idee poche e confuse per una Sinistra mancata

Riassuntino: usciti dal PD in modo veloce e rocambolesco. In molti si chiedono ancora perché non fu fatto per il job act o per la “buona scuola” e in mille altre occasioni che avrebbero richiesto una discontinuità. La questione della data del congresso molta gente non l’ha proprio compresa. E’ storia.

Per fare? Mesi persi dietro a Pisapia, invece di organizzare Articolo Uno – MDP (ne ho scritto abbastanza e non ci tornerò sopra); poi imbarcate la seconda e la terza carica dello Stato in una lista unitaria di Sinistra dove però questa parola non può essere messa nel nome, però il cognome di un politico (?) sì.  La signora in questione, invece, non sapeva dove ricandidarsi e dopo aver fatto fuoco e fiamme alle riunioni di Campo Progressista si è buttata in LeU. Evviva sempre le Istituzioni! In questo caso chi se ne riempiva la bocca non ha avuto per esse alcun riguardo.

Il simbolo della lista unitaria, non un partito ma nemmeno un cartello elettorale mi spiegano, presentato durante una trasmissione televisiva non ricorda tanto Berlusconi da Vespa che firma il famoso contratto con gli italiani?

Tutto questo deciso da organismi direttivi auto nominati con gente cooptata dall’alto. E il processo democratico tanto promesso? Nulla.

La responsabile della campagna elettorale un’ambientalista sconosciuta ai più. Candidati i soliti noti.

Una sparata demagogica con polemica infinita: abolire le tasse universitarie forse per far parlare di LeU in barba al motto “chi ha di più paghi di più”. Poi, chiariscono altri, si tratta di progressività fiscale ma lì per lì non era stato specificato. Difetti di comunicazione o divergenze interne?

Avanti. Assemblee regionali dove si votano i candidati: roba da morir dal ridere visto come sono stati scelti i delegati. Inoltre ce li vedete quelli dell’Emilia Romagna a dire no alla ricandidatura di Bersani o a quella di Errani?

A parte ciò, si è imbarcato tutto. E tutti.

Ora si vuol fare l’accordo in Regione Lazio per sostenere Zingaretti. Quindi in campagna elettorale bisognerà proclamare a gran voce di non votare PD alle politiche perché sono “brutti, sporchi e cattivi” salvo poi invitare a votare un candidato Democratico alle regionali perché “uomo di sinistra”… Mi gira la testa e non solo.

Dai primi di Dicembre nei sondaggi LeU perde quasi il 2%.

E comunque la percentuale guadagnata è pari a quella persa dal PD. Mi sembra che dal bosco non abbiano tratto in salvo nessuno. Come al solito l’astensionismo farà da padrone.

Chi non si reca alle urne ha sempre torto: anche votare scheda nulla è esprimere un disagio, ma come dare torto alla gente se in questa confusione non capisce più nulla.

Pur di fare campagna elettorale si mette in dubbio la scienza ed i vaccini; si specula sul fatto che un ministro non ha la laurea quando è chiaro che l’indirizzo politico è una cosa e la parte tecnica un’altra.

Si discute di università ma non di ricerca pubblica, legata ai processi innovativi ed all’occupazione.

Si rincorrono i populisti parlando alla pancia degli elettori e mancando loro di rispetto.

Ma perché?

Perché l’importante è mantenere un potere ed uno status quo che va bene a molti, per gli altri c’è la museruola.

Nel PD la base non contava più nulla. Ora va meglio?

Chi ha lasciato quel partito a Febbraio o ha ripreso a fare politica avrebbe desiderato, non dico una “cosa rossa”, ma almeno un po’ di coraggio nell’affermare proposte di Sinistra. Avrebbe voluto coraggio nel ricambio della classe dirigente e nell’intraprendere un progetto che includesse simpatizzanti ed iscritti.

Tutto questo è mancato. La campagna elettorale si mostra becera e banale.

Indietro popolo che non conti nulla. Ancora una volta. Ancora un’occasione persa.

Tra qualche mese forse potrò scrivere, una volta in più, “ve l’avevo detto”. Ma io, si sa, non conto nulla come nulla contarono le centinaia di sostenitori di Articolo Uno quando ad agosto scorso sottoscrissero il mio appello ai dirigenti. Quel malcontento è rimasto là…Silenzioso e rassegnato ma vivo e radicato in molti.

Però forse mi sbaglio: sono davvero una brutta persona.

foto argine di spalle

Comments

  1. Valter says:

    Osservato che Bersani , non uscendo prima dal PD ( con il Job act) , ha in qualche modo determinato i tempi del processo unitario necessario per una nuova sinistra unita, va pur detto che nessuno ha impedito che questa si formasse ed organizzare. Imputo a questo stato delle cose i ritardi e limiti di questa fase oltreche’ alla questione Pisapia. Ritengo inoltre che vada valutato lo sforzo politico enorme compiuto dal PD e da tutti i mezzi d’ informazione , di contrastare gli effetti determinati dalla scissione dell’ala sinistra di quel partito. Valuto che lo scetticismo classico di una sinistra stanca e volatile abbia aggiunto ulteriori difficolta’ alla inefficacia partecipativa dei cittadini allo sforzo dei nostri punti di riferimento parlamentari e/o politici in genere. La Partecipazione non e’ , °a parer mio modestissimo, esclusivamente un problema organizzativo e di regole piu’ o meno giuste , ma della spinta che si era ritenuto dovesse venire da coloro in parte che si erano rifugiati nel “bosco” ed in parte da una sinistra delle istituzioni. Tanti, troppi si sono rintanati ad osservare gli eventi evitando di affondare le propie convinzioni in qualcosa che rimaneva incerto.
    Plaudo a chi ha insistito , nonostante le facili osservazioni degli scettici , a portare avanti un tentativo di un processo unitario, anche se ancora fragile.
    Democrazia dal “basso” non si costruisce con gli appelli a partecipare verso gli stessi che hanno pur sempre partecipato!
    Perche’ , oltre le cose che abbiamo detto non vi e’ stata una adesione se non di opinione spesso sospettosa o attendista. Di tutto ciò ne hanno risentito chi si era messo alla testa di questa difficile avventura. Dei candidati e/o leaders devo dire che i noti che ci sono , tranne qualche rarissima eccezione , per come stanno andando le cose , sono soddisfatto.
    Credo che , per come si andra’ avanti , sara’ decisivo il risultato elettorale. Questo potra’ portare nuove forze giovani se avra’ un buon risultato, avrà effetti nefasti o rabberciati , qualora le adesioni al nuovo progetto di sinistra unita verra’ battuto : Non dico nulla di straordinario quando ritengo che sia sbagliatissimo avere sempre e unico riferimento di analisi unicamente la sinistra ed i presunti leader con i loro errori .

  2. Dario Accurso Liotta says:

    Ciao Ombretta, ho polemizzato tante volte sui tuoi post.
    Vorrei poterlo fare adesso am invece hai più ragioni che torti in quel che scrivi.
    Solo che non va scritto adesso… Deve essere oggetto di riflessione e di approfondimento dopo.
    Adesso se questa fragile, appanata proposta politica dovesse fallire sarebbe peggio dopo.
    La nostra priorità è una non cosa sarà il 4 marzo, ma cosa sarà e cosa faremo il 5 marzo e se potremo farlo con una rappresntanza istituzionale, anche minoritaria, o dopo l’ennesima sconfitta. Nel secondo caso sarà tutto più diffile.

  3. Franco Frediani says:

    Quanto vorrei scrivere per ore su quanto hai fatto emergere in questo post! Vado al sodo dichiarandomi d’accordo con tutto ciò che hai espresso. Non conosco la tua “provenienza” politica ma non importa: trovo che Tu abbia centrato in pieno la questione (che non è una sola ma bensì un insieme di disfunzioni che penalizzano il nostro percorso).
    Perdonami se le ricordo ancora, ma credo sia utile sottolineare le “mancanze” più vistose….
    Siamo di fronte ad un processo di costruzione politica sbilanciato (sono buono, in realtà avrei dovuto scrivere “calato dall’alto”). In che modo e perché dico questo? E’ mancato e manca la PARTECIPAZIONE, dove con questo termine non si deve intendere il numero dei partecipanti alle assemble od alle iniziative quanto di CHI partecipa alla costruzione attivamente; a CHI è permesso esprimersi ed a chi è “concesso” di decidere. In buona sostanza mancano i Cittadini e le Cittadine; manca l’interesse diffuso, perché non riusciamo a divulgarlo. Non è solo un problema di comunicazione ma di restringimento dei canali partecipativi. Si ragiona tra noi e si aprono dibattiti e discussioni solo tra quadri dirigenti (a tutti i livelli). Scriverei a caratteri cubitali che non si contano più i soggetti (persone) che si sono AUTOREFERENZIATI, autoproclamatisi “responsabili”, “coordinatori” e quant’altro! (In realtà sono stati “invitati” dalle rispettive “provenienze” a farlo, anche se chi ha “coscienza” avrebbe potuto limitarsi muovendosi in maniera più collegiale). Specifico che penso più che altro alla nostra Toscana (non avendo molte altre conoscenze dirette; ma sulla Toscana è così!!). Spero tanto che ciò che scrivo venga letto anche da questi “signori/e”. Vorrei vedere il volto di chi si è autoproclamato “capo del vapore” e non contento ha partecipato in prima persona ai tavoli dove sono state avanzate e proposte le candidature e dove il proprio nome (non parlo di un solo soggetto ma di più soggetti), capeggia in bella vista. Andrei ancora avanti se non fosse perchè sono cosciente di dover lo stesso cercare di difendere questa disastrata sinistra dal feroce attacco delle forze di destra che rappresentano un serio pericolo! Ho riflettuto molto sulle “motivazioni” che hanno portato a queste dinamiche ed ho chiara una cosa: credo che in molti luoghi, vi sia un vero e proprio deficit di democrazia. DEMOCRAZIA…. Come si può pretendere di costruire una forza di sinistra quando si fanno mancare certe condizioni? Allo stato attuale delle cose mi mostro contrariato e pessimista. Sono disponibile (ma questo è conosciuto) a proporre correttivi e proposte. Credo però che il trend sia chiaro e difficilmente chi critica verrà ascoltato. Non mi addentro nella questione delle candidature perché sono parte di un gruppo dirigente e conservo ancora il senso di responsabilità. Non sono stato con le mani in mano finora, ma ciò che ho provato a fare è stato ammortizzato e reso vano. Un passo indietro tutti, signori e signore, compagni e compagne. Un passo indietro perchè il rischio di perdere l’ennesima occasione per rianciare una sinistra forte, non residuale e con vocazione di governo, potrebbe saltare. Nessun problema a mettermi a disposizione di chi potrebbe chiedermi spiegazioni o di chi chiede un’ulteriore assunzione di responsabilità. Ringrazio per lo spazio concessomi e plaudo al post, reale e veritiero, che la Compagna Buzzi ha sopra scritto.

  4. cara Ombretta
    hai anche ragione su alcuni passaggi, ma non su tutto. Ora non ho molto tempo e non riesco a risponderti dettagliatamente. Ero d’accordo sul tuo appello di qualche mese fa ma la vicenda Pisapia ha scombussolato tutto. Il tempo a un certo punto è diventato esigente e con quello bisogna fare i conti. La vicenda lombarda ti dice che la base conta, è lei che non vuole l’accordo con il PD. Nei prossimi giorni ti scrivo meglio, un caro saluto
    Edoardo

  5. Rita Anna Scavone says:

    Ombretta, sono d’ accordo con te su tutto quanto hai scritto!
    L’occasione è persa e non sai quanto malcontento ci sia anche da chi, come la sottoscritta, è stata nominata delegata nazionale ,ma non ho ancora potuto dare un contributo fattivo e concreto in termini di progettualità e di declinazione di proposte.Mi ha fatto piacere leggerti.Ho capito che ti fossi eclissata per non rispondere a caldo, ma meditare…Un fraterno saluto
    Rita

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