Dove eravamo rimasti?

E’ trascorsa l’estate ed è di nuovo settembre: il mese in cui si riannodano i fili del lavoro, inizia la scuola e la politica riassume una veste più dialettica e programmatica. Almeno dovrebbe.

Per quanto riguarda il dibattito intorno alle formazioni di Sinistra ed al loro eventuale”marciare” insieme, sia per quanto riguarda i progetti che le elezioni, forse qualche novità potrebbe esserci e altro è nell’aria…

A fine settembre la Festa Nazionale a Napoli di Articolo Uno genera entusiasmi in tanti ben poca in altri.

La comunicazione su che sarà di noi non è, infatti, chiarissima come non lo sono le modalità del processo democratico interno che molta della base si aspetta da mesi.

Siamo ancora alle tifoserie: ognuno ha il suo big e guai a lederne la maestà! Sia chiaro che la mia fiducia in Bersani è ancora intatta, come lo è per altri dirigenti di Articolo Uno, ma noto un malumore che è inutile nascondersi.

Chi addebita poi i qui pro quo alla stampa e tv nemiche; chi sproloquia di nemici interni; chi pensa di gestire l’opinione pubblica di sinistra dai social ergendosi a paladino della fede unilaterale e cieca in alcune scelte.

Insomma, mi divertirei se non soffrissi di gastrite!

I rinvii sono all’ordine del giorno. Notizie sulla legge elettorale: non pervenute. Politica sui territori a macchia di leopardo: troppi eventi in alcune zone, diserzione in quelle con più difficoltà perché con meno riferimenti istituzionali. Insomma l’appello lanciato agli inizi di agosto (https://www.nuovatlantide.org/organizzare-articolo-uno-organizzare-la-sinistra/) completamente inascoltato seppur condiviso da una vasta platea e sottoscritto da centinaia di persone.

Procrastinare è sintomo di ansia. Se si vuole consenso bisogna parlare alla gente dei suoi problemi.

Bisogna parlare dell’occupazione, della sanità, della scuola e dell’università. Bisogna chiedere che vengano rilanciati i finanziamenti pubblici per la ripresa dell’economia e che vengano rilanciate ricerca e innovazione, cioè lo sviluppo.

Bene la battaglia sullo ius soli, ma la guerra fra poveri continuerà finché ci saranno milioni di famiglie italiane sotto la soglia di povertà.

Tutto è utile ma è ora di stringere. Di comprendere su quali punti far convergere la maggior parte delle formazioni di Sinistra e finalmente organizzare e strutturarsi con processi che partano dalla base e dai territori.

Ricordiamoci che molti si sono allontanati dal PD, oltre che per le politiche assolutamente errate, anche per la mancanza di discussione interna.

I militanti e simpatizzanti non amano le decisioni calate dall’alto.

E’ doveroso inoltre accompagnare quei gruppi di MDP che partono da territori in cui non c’è alcun amministratore uscito dal PD e quindi sono fuori da rappresentanze e da visibilità. E’ necessario dare una tempistica agli incontri sui vari argomenti, non far trascorrere 6 mesi tra un tavolo tematico e l’altro svolto, tra l’altro, in seno ad eventi troppo affollati che nulla aggiungono a quanto detto in altre sedi.

E’ opportuno che la partecipazione spontanea sia canalizzata e coordinata affinché le iniziative, i documenti e altro non si disperdano ma invece diventino una ricchezza ed un patrimonio per tutte le realtà.

Mi taccio sulla scelta di Pisapia e sui nomi in generale che interessano sino ad un certo punto, ma sulle prassi non è possibile essere immobili.

Altrimenti non saremo né movimento né partito: due parole che indicano dinamicità e non stasi.

Comments

  1. Gianni Rosa says:

    E’ ORA di costruire ……… è ORA di un programma chiaro , ed obbiettivi precisi, di tutto questo deve essere l’espressione di un dibattito ed un confronto , non solo per gli addetti ai lavori, ma deve essere l’anima di un popolo che costruisce, l’ascolto deve essere l’avvio di una nuova anima della sinistra, in cui i tatticismi, la corsa al premier non servono, il direttore d’orchestra non basta , bisogna che sia l’orchestra a far procedere l’azione e l’azione sia compatta senza sbavature , senza giochi di rivalsa tra le componenti , il politichese lasciamolo a Renzi ed i suoi lacchè , il nostro paese ha bisogno di valori che solo la sinistra può garantire , bisogna sfatare il detto che destra e sinistra sono uguali , però bisogna dimostrarlo con i fatti . Forse è l’ultima opportunità che abbiamo , non buttiamola . ciaooo da Gianni Rosa.

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